Nasce spesso dal desiderio di proteggere chi gioca e la famiglia: si pagano i debiti per evitare problemi, si nascondono le difficoltà ad amici e parenti, si controlla di continuo l'altro. Con il tempo questi comportamenti diventano un peso costante.
Il rischio è che, togliendo le conseguenze del gioco, si renda più difficile per chi gioca accorgersi del problema e chiedere aiuto. Intanto il familiare si trascura e accumula stress e preoccupazioni.
Riconoscere questo schema non significa colpevolizzarsi. I gruppi per familiari, i servizi per le dipendenze e il Numero Verde offrono sostegno anche a chi vive accanto a un giocatore. Il primo passo è spesso smettere di pagare i debiti al posto dell'altro e parlarne apertamente.
Esempi
- Una madre paga per la terza volta i debiti di gioco del figlio senza dirlo al resto della famiglia.
- Il partner giustifica le assenze di chi gioca con scuse inventate.
- Un familiare controlla ogni giorno il conto corrente dell'altro e smette di vedere gli amici.
- Dopo alcuni incontri di un gruppo per familiari, la persona smette di coprire i debiti.

